The process of natural regeneration of a forest plays a central role in the dynamics of populations since its inefficiency can determine phenomena of regression or replacement of species, with the impairment of all the components of the ecosystem, and at the same time with changes in the landscape mosaic. Among the forest formations present in the presidential estate of Castelporziano, the mixed plain wood of deciduous oaks represents the component of the highest value in terms of landscape resilience and conservation of biodiversity. However, it is also the most vulnerable from an ecological and structural point of view, due to the oak decline that characterize it. In 2018-2019 in Campo di Rota, within the Estate, a permanent monitoring network was installed to measure the seed production and germination, the seedling mortality during the growing seasons, as well as the influence of the tree density in terms of coverage and light radiation subtracted under the canopy measuring the PAR and the LAI. The presence of a fenced area made it possible to conduct the same observations in the presence and absence of ungulates, thus measuring their impact on young seedlings. Furthermore, the analysis of climatic data has made it possible to correlate the summer mortality of the seedlings to the lengthening of the period of aridity, which characterizes many areas in the Mediterranean basin in recent decades, and to the lower water availability, mainly determined by works reclamation and canalizations. The results obtained in the first two years of monitoring, compared with the historical series of data available, reorganized and processed, showed the significant impact that the load of ungulates exerts on the forest ecosystem. In spring 2020 a germination of 6.98% of the acorns outside the fence and 14% inside it was estimated, with an average of 5.6 seedlings/m2 in the presence of fauna and 11.9 in its absence. In the absence of ungulates, a critical factor is the limited light radiation at ground level: silvicultural interventions to reduce the density of the dominant plane, have in fact favoured the development of the young oaks subjected to it.

Il processo di rinnovazione naturale di una foresta ricopre un ruolo centrale nella dinamica delle popolazioni poiché la sua inefficienza può determinare fenomeni di regressione o di sostituzione delle specie, con la compromissione di tutte le componenti dell’ecosistema, e allo stesso tempo con cambiamenti nel mosaico paesaggistico. Tra le formazioni forestali presenti nella Tenuta presidenziale di Castelporziano, il bosco planiziario misto di querce caducifoglie rappresenta la componente di più elevato valore in termini di resilienza del paesaggio e di conservazione della biodiversità. Essa, però, è anche quella maggiormente vulnerabile dal punto di vista ecologico e strutturale, a causa dei fenomeni di deperimento che la caratterizzano. Nel 2018-2019 in località Campo di Rota, all’interno della Tenuta, si è installata una rete permanente di monitoraggio, per misurare la produzione dei semi, della germinazione, affermazione e mortalità dei semenzali nel corso delle stagioni vegetative, nonché l’influenza della densità arborea in termini di copertura e di radiazione luminosa sottratta al di sotto delle chiome mediante la misura del LAI e della PAR. La presenza di un’area recintata ha permesso di condurre le medesime osservazioni in presenza e assenza di ungulati, misurandone quindi l’impatto sulle giovani plantule. L’analisi dei dati climatici ha consentito, inoltre, di correlare la mortalità estiva delle plantule all’allungamento del periodo di aridità, che caratterizza negli ultimi decenni molte aree nel bacino del Mediterraneo, e alla minore disponibilità idrica, determinata per lo più da opere di bonifica e canalizzazioni. I risultati ottenuti nei primi due anni di monitoraggio, confrontati con le serie storiche di dati disponibili, ricostruite ed elaborate, hanno mostrato il notevole impatto che il carico di ungulati esercita sull’ecosistema forestale. Nella primavera 2020 si è stimata una germinazione delle ghiande prodotte del 6.98% fuori dalla recinzione e del 14% al suo interno, con in media 5.6 plantule/m2 in presenza di fauna e di 11.9 in sua assenza. In assenza di ungulati, fattore critico è la limitata radiazione luminosa al suolo: interventi selvicolturali per ridurre la densità del piano dominante, hanno infatti favorito lo sviluppo delle giovani querce sottoposte.

Il Querceto naturale di caducifoglie una rete di monitoraggio permanente per lo studio dei fenomeni di rinnovazione forestale / Piccinno, Matteo; Recanatesi, Fabio; Camiz, Sergio; Cialdea, Donatella; Scarascia Mugnozza, Giuseppe; Giordano, Ervedo. - (2021), pp. 675-692.

Il Querceto naturale di caducifoglie una rete di monitoraggio permanente per lo studio dei fenomeni di rinnovazione forestale

MATTEO PICCINNO
Primo
;
SERGIO CAMIZ;DONATELLA CIALDEA;GIUSEPPE SCARASCIA MUGNOZZA;
2021

Abstract

Il processo di rinnovazione naturale di una foresta ricopre un ruolo centrale nella dinamica delle popolazioni poiché la sua inefficienza può determinare fenomeni di regressione o di sostituzione delle specie, con la compromissione di tutte le componenti dell’ecosistema, e allo stesso tempo con cambiamenti nel mosaico paesaggistico. Tra le formazioni forestali presenti nella Tenuta presidenziale di Castelporziano, il bosco planiziario misto di querce caducifoglie rappresenta la componente di più elevato valore in termini di resilienza del paesaggio e di conservazione della biodiversità. Essa, però, è anche quella maggiormente vulnerabile dal punto di vista ecologico e strutturale, a causa dei fenomeni di deperimento che la caratterizzano. Nel 2018-2019 in località Campo di Rota, all’interno della Tenuta, si è installata una rete permanente di monitoraggio, per misurare la produzione dei semi, della germinazione, affermazione e mortalità dei semenzali nel corso delle stagioni vegetative, nonché l’influenza della densità arborea in termini di copertura e di radiazione luminosa sottratta al di sotto delle chiome mediante la misura del LAI e della PAR. La presenza di un’area recintata ha permesso di condurre le medesime osservazioni in presenza e assenza di ungulati, misurandone quindi l’impatto sulle giovani plantule. L’analisi dei dati climatici ha consentito, inoltre, di correlare la mortalità estiva delle plantule all’allungamento del periodo di aridità, che caratterizza negli ultimi decenni molte aree nel bacino del Mediterraneo, e alla minore disponibilità idrica, determinata per lo più da opere di bonifica e canalizzazioni. I risultati ottenuti nei primi due anni di monitoraggio, confrontati con le serie storiche di dati disponibili, ricostruite ed elaborate, hanno mostrato il notevole impatto che il carico di ungulati esercita sull’ecosistema forestale. Nella primavera 2020 si è stimata una germinazione delle ghiande prodotte del 6.98% fuori dalla recinzione e del 14% al suo interno, con in media 5.6 plantule/m2 in presenza di fauna e di 11.9 in sua assenza. In assenza di ungulati, fattore critico è la limitata radiazione luminosa al suolo: interventi selvicolturali per ridurre la densità del piano dominante, hanno infatti favorito lo sviluppo delle giovani querce sottoposte.
9788898075423
The process of natural regeneration of a forest plays a central role in the dynamics of populations since its inefficiency can determine phenomena of regression or replacement of species, with the impairment of all the components of the ecosystem, and at the same time with changes in the landscape mosaic. Among the forest formations present in the presidential estate of Castelporziano, the mixed plain wood of deciduous oaks represents the component of the highest value in terms of landscape resilience and conservation of biodiversity. However, it is also the most vulnerable from an ecological and structural point of view, due to the oak decline that characterize it. In 2018-2019 in Campo di Rota, within the Estate, a permanent monitoring network was installed to measure the seed production and germination, the seedling mortality during the growing seasons, as well as the influence of the tree density in terms of coverage and light radiation subtracted under the canopy measuring the PAR and the LAI. The presence of a fenced area made it possible to conduct the same observations in the presence and absence of ungulates, thus measuring their impact on young seedlings. Furthermore, the analysis of climatic data has made it possible to correlate the summer mortality of the seedlings to the lengthening of the period of aridity, which characterizes many areas in the Mediterranean basin in recent decades, and to the lower water availability, mainly determined by works reclamation and canalizations. The results obtained in the first two years of monitoring, compared with the historical series of data available, reorganized and processed, showed the significant impact that the load of ungulates exerts on the forest ecosystem. In spring 2020 a germination of 6.98% of the acorns outside the fence and 14% inside it was estimated, with an average of 5.6 seedlings/m2 in the presence of fauna and 11.9 in its absence. In the absence of ungulates, a critical factor is the limited light radiation at ground level: silvicultural interventions to reduce the density of the dominant plane, have in fact favoured the development of the young oaks subjected to it.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1577941
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