In quest’ultimo capitolo del volume, l’ottavo, dedicato alla Collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno, si sviluppano le conclusioni rispetto all’importanza della fabbrica valtellinese nel panorama storico-architettonico che essa assume a valle delle ricerche svolte. Ciò viene esplicitato sia in relazione all’espressività del progettista Gerolamo Quadrio, che in quest’opera sembra far confluire la lezione romana acquisita durante il viaggio del 1667, sia analizzando una serie di alte opere lombarde ed europee per lo più settecentesche, nelle quali l’impianto o alcune soluzioni spaziali o formali istaurano delle relazioni di somiglianza innegabile soprattutto per ciò che concerne la particolare soluzione strutturale con piloni angolari svuotati. Morbegno dunque può altresì rappresentare autorevolmente un caso embrionale italiano del tardo barocco in cui le grandi dimensioni si fondono tipologicamente con spazialità geometricamente articolate, dando vita a nuove spettacolari soluzioni architettoniche, rintracciabili durante il XVIII secolo nell’architettura europea, in cui sarà particolarmente evidente l’esito maturo dell’incontro tra le dimensioni dell’architettura medievale con la spazialità barocca, esperienza che travalica, scavalcandola, l’espressività pacata e razionalmente composta del rinascimento italiano.

Echi settecenteschi del San Giovanni Battista di Morbegno in Italia e nell’Europa centrale / Benedetti, Simona. - (2021), pp. 169-194.

Echi settecenteschi del San Giovanni Battista di Morbegno in Italia e nell’Europa centrale

Simona Benedetti
2021

Abstract

In quest’ultimo capitolo del volume, l’ottavo, dedicato alla Collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno, si sviluppano le conclusioni rispetto all’importanza della fabbrica valtellinese nel panorama storico-architettonico che essa assume a valle delle ricerche svolte. Ciò viene esplicitato sia in relazione all’espressività del progettista Gerolamo Quadrio, che in quest’opera sembra far confluire la lezione romana acquisita durante il viaggio del 1667, sia analizzando una serie di alte opere lombarde ed europee per lo più settecentesche, nelle quali l’impianto o alcune soluzioni spaziali o formali istaurano delle relazioni di somiglianza innegabile soprattutto per ciò che concerne la particolare soluzione strutturale con piloni angolari svuotati. Morbegno dunque può altresì rappresentare autorevolmente un caso embrionale italiano del tardo barocco in cui le grandi dimensioni si fondono tipologicamente con spazialità geometricamente articolate, dando vita a nuove spettacolari soluzioni architettoniche, rintracciabili durante il XVIII secolo nell’architettura europea, in cui sarà particolarmente evidente l’esito maturo dell’incontro tra le dimensioni dell’architettura medievale con la spazialità barocca, esperienza che travalica, scavalcandola, l’espressività pacata e razionalmente composta del rinascimento italiano.
978-88-5491-184-0
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