Questo saggio è stato già pubblicato in Stefano COLONNA, Per uno Statuto di Architettura e Museologia liquida, https://www.bta.it/col/a0/00/coll0000-COLONNA,Stefano-2016-Per_uno_Statuto-Lettera_Orvietana-N.43-47_dic._2016.pdf in "Lettera Orvietana", a. XVII, N. 43-44-45-46-47, dicembre 2016, pp. 11-13. - Estratto con Frontespizio https://www.bta.it/col/a0/00/coll0000-COLONNA,Stefano-2016-Per_uno_Statuto-Lettera_Orvietana-N.43-47_dic._2016_Estratto_con_Frontespizio.pdf ma non era stato riconosciuto ai fini ANVUR / ASN presumo per via del fatto che è un supplemento della rivista “Lettera Orvietana” e quindi non gli è stato riconosciuto lo stesso ISBN della rivista. Il saggio è stato leggermente modificato e ora risultano ben visibili e leggibili sia l’apparato iconografico che le relative didascalie. Il saggio fornisce il primo Statuto di Architettura e Museologia liquida facendo seguito al primo tentativo di definizione da me proposto nel 2014. Prendo atto che presso il grande pubblico e particolarmente in Italia il concetto di liquidità è stato completamente frainteso mentre in ambito critico internazionale è stato invece correttamente svolto e ha potuto affermare la propria incisiva presenza nello spazio della cultura d'avanguardia. Come noto infatti Marcus Novak propone nel 1993 il termine «Architettura Liquida» in relazione alla realtà virtuale nell'era dell'informazione telematica e Zygmunt Bauman applica il concetto di liquidità nel 2000 nella sfera sociologica sondando i rapporti tra architettura e territorio mentre Salvatore Rugino propone una rassegna dei rapporti tra architettura e liquidità nel 2008 e altri autori seguono su questo corretto filone esegetico. Per approfondire la definizione critica internazionale di architettura e museologia liquida ho proposto nel 2014 di considerare il concetto di "liquido" nell'arte come erede del concetto di anticlassico già individuato da Giulio Carlo Argan, prima nel 1930, in riferimento alle osservazioni di Milizia nei confronti di Andrea Palladio, e poi nel 1984 seguito da Bruno Zevi nella sua monografia del 1973. In seguito alla creazione, sempre nel 2014, di un Gruppo di Ricerca alla Sapienza su Architettura e Museologia liquida mi è sembrato importante proporre in questa sede di considerare fondamentale per l'individuazione dei caratteri liquidi nell'architettura e nella museologia quattro elementi tipologico-simbolici fondamentali: specchio, labirinto, frattali e mostro e ribadisco che la concezione di "anticlassico", dalla quale nasce negli anni Novanta del Novecento quella di "liquido", è presente anche in ambito archeologico come proposto da Graziella Becatti e dimostrato da Enrico Ascalone, entrambi facenti parte del Gruppo di Ricerca della Sapienza su Architettura Liquida. Cfr. E. Ascalone, L'anticlassico che diventa classico. Sostituzione, elaborazione e affermazione di nuovi codici di propaganda al tempo dei Sukkalmakh (ca. 1900-1520 a.C.), 8 Novembre 2016, n. 821 https://www.bta.it/txt/a0/08/bta00821.html (ora ripubblicato nel presente volume)

Per uno Statuto di Architettura e Museologia Liquida / Colonna, Stefano. - (2021), pp. 35-48.

Per uno Statuto di Architettura e Museologia Liquida

COLONNA STEFANO
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2021

Abstract

Questo saggio è stato già pubblicato in Stefano COLONNA, Per uno Statuto di Architettura e Museologia liquida, https://www.bta.it/col/a0/00/coll0000-COLONNA,Stefano-2016-Per_uno_Statuto-Lettera_Orvietana-N.43-47_dic._2016.pdf in "Lettera Orvietana", a. XVII, N. 43-44-45-46-47, dicembre 2016, pp. 11-13. - Estratto con Frontespizio https://www.bta.it/col/a0/00/coll0000-COLONNA,Stefano-2016-Per_uno_Statuto-Lettera_Orvietana-N.43-47_dic._2016_Estratto_con_Frontespizio.pdf ma non era stato riconosciuto ai fini ANVUR / ASN presumo per via del fatto che è un supplemento della rivista “Lettera Orvietana” e quindi non gli è stato riconosciuto lo stesso ISBN della rivista. Il saggio è stato leggermente modificato e ora risultano ben visibili e leggibili sia l’apparato iconografico che le relative didascalie. Il saggio fornisce il primo Statuto di Architettura e Museologia liquida facendo seguito al primo tentativo di definizione da me proposto nel 2014. Prendo atto che presso il grande pubblico e particolarmente in Italia il concetto di liquidità è stato completamente frainteso mentre in ambito critico internazionale è stato invece correttamente svolto e ha potuto affermare la propria incisiva presenza nello spazio della cultura d'avanguardia. Come noto infatti Marcus Novak propone nel 1993 il termine «Architettura Liquida» in relazione alla realtà virtuale nell'era dell'informazione telematica e Zygmunt Bauman applica il concetto di liquidità nel 2000 nella sfera sociologica sondando i rapporti tra architettura e territorio mentre Salvatore Rugino propone una rassegna dei rapporti tra architettura e liquidità nel 2008 e altri autori seguono su questo corretto filone esegetico. Per approfondire la definizione critica internazionale di architettura e museologia liquida ho proposto nel 2014 di considerare il concetto di "liquido" nell'arte come erede del concetto di anticlassico già individuato da Giulio Carlo Argan, prima nel 1930, in riferimento alle osservazioni di Milizia nei confronti di Andrea Palladio, e poi nel 1984 seguito da Bruno Zevi nella sua monografia del 1973. In seguito alla creazione, sempre nel 2014, di un Gruppo di Ricerca alla Sapienza su Architettura e Museologia liquida mi è sembrato importante proporre in questa sede di considerare fondamentale per l'individuazione dei caratteri liquidi nell'architettura e nella museologia quattro elementi tipologico-simbolici fondamentali: specchio, labirinto, frattali e mostro e ribadisco che la concezione di "anticlassico", dalla quale nasce negli anni Novanta del Novecento quella di "liquido", è presente anche in ambito archeologico come proposto da Graziella Becatti e dimostrato da Enrico Ascalone, entrambi facenti parte del Gruppo di Ricerca della Sapienza su Architettura Liquida. Cfr. E. Ascalone, L'anticlassico che diventa classico. Sostituzione, elaborazione e affermazione di nuovi codici di propaganda al tempo dei Sukkalmakh (ca. 1900-1520 a.C.), 8 Novembre 2016, n. 821 https://www.bta.it/txt/a0/08/bta00821.html (ora ripubblicato nel presente volume)
978-88-85795-80-8
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