Il tema è quello di recuperare un manufatto di scarso valore architettonico per trasformarlo in una sede istituzionale di alto prestigio: la sede del Rettorato e degli uffici amministrativi dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Non potendo demolire i corpi esistenti e trovandoci al cospetto del recupero di quello che era il vecchio deposito delle Poste di Caserta edificato, negli anni Novanta del secolo scorso proprio all’estremità occidentale del viale Ellittico di Caserta si è deciso di proporre una operazione di riqualificazione edilizia e ambientale importante. La scelta progettuale verte su di una logica prudente ed incentrata sul tema della qualità architettonica come elemento guida dell’operazione di recupero. Non si è vuole procedere alla demolizione del volume esistente ma alla sua rimodellazione con un sostanziale riassetto delle facciate. La funzione a scopo didattico era già prevista già in un precedente progetto per un aulario universitario. Oggi, per subentrate necessità logistiche, si è pensato di trasformare l’edificio, a parità di volume, per farne la sede del nuovo Rettorato, di tutti gli uffici, dei servizi, di tre grandi aule didattiche per l’insegnamento di psicologia, di una mensa e di tutte le altre opere connesse alla funzione. Stante il vincolo paesaggistico esistente, si è inteso riformulare l’aspetto del modesto capannone. Attualmente intercetta solo in linea d’aria la visuale della Reggia e, a sua volta, dalla stessa Reggia, è praticamente invisibile in quanto coperto da costruzioni poste nel mezzo dei due edifici. Solo sollevandoci idealmente dal terrazzo del monumento vanvitelliano è possibile cogliere il collegamento tra i due manufatti. Pertanto si è voluto adottare una logica semplice e legata alla grande tradizione del moderno campano. Si è preferito ridurre impatto ecologico e ambientale riformulando una nuova sagoma che riprende il basamento del bellissimo Politecnico di Napoli realizzato da Luigi Cosenza. Per fare questo, le demolizioni dell’esistente sono state ridotte al minimo annullando praticamente il trasporto al rifiuto e concependo una sorta di packaging scenografico che nasconderà- all’interno- delle nuove quinte bianche, ottenute fasciando con nervometal ed elementi fonoassorbenti e termoresistenti i pannelli in graniglia esistente e che avrà l’ulteriore compito di celare la dimensione degli impianti previsti sulla copertura. Nel rispetto del vincolo esistente e nella coerenza stilistica con le emergenze architettoniche di Caserta, per l’involucro si pensa ad un’alternanza dei colori rosso, bianco e oro. La base sarà finita in smalto opaco a componente serica come omaggio alla tradizione leuciana in colore verde penicillina mentre una facciata /schermo principale sarà rivestita in Klinkerceramico dalle diverse sfumature smeraldine. Gli imbotti saranno rivestiti in vernice serica dorata come un broccato settecentesco e la sala conferenze dalla forma ogivale sarà anch’essa di colore chiaro e luminescente. L’esistente pensilina d’ingresso che, nel progetto originario, diveniva la copertura di una veranda, oggi resta pensilina esterna e copre la sala conferenze anche per movimentare l’architettura del prospetto principale. I materiali si ispirano al mediterraneo campano del tempo moderno così come le forme complessive dell’edificio sono immaginate per discostarsi dalla logica del capannone di servizio aspirando a divenire un polo istituzionale e culturale dal forte impatto civico. Le aree esterne saranno pavimentate in cemento spazzolato con additivi rossastri, le aiuole verdi completeranno i parcheggi a raso e le aree comuni incrementando la presenza vegetale della zona. Tutta la dotazione impiantistica è centrata sulla ricerca di un basso impatto ambientale, di un eccellente confort termico e su di un notevole risparmio energetico riducendo a zero le ripercussioni ambientali. La logica dell’intervento è quindi, innanzitutto, quella di un restauro paesaggistico e di una integrazione del volume nell’area restituendogli un ordine visivo che ben si accorda con la presenza del Palazzo Reale nel breve raggio.

Nuovo rettorato dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" / Gambardella, Cherubino; Filosa, Francesca; Arcopinto, Luigi; Marotti Sciarra, Alessandro; Ottieri, Simona; Di Maio, Rosalba; Glevi, Maria; Di Domenico, Corrado; Capobianco, Lorenzo; Acampora, Alessandra; Frunzio, Giorgio; Guadagno, Nunzio; Gravina, Annamaria; De Matteis, Gianfranco; Magrone, Massimo; Esposito, Lucio; Lepore, Amedeo. - (2021).

Nuovo rettorato dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli"

Gambardella, Cherubino;Filosa, Francesca
;
Arcopinto, Luigi
;
2021

Abstract

Il tema è quello di recuperare un manufatto di scarso valore architettonico per trasformarlo in una sede istituzionale di alto prestigio: la sede del Rettorato e degli uffici amministrativi dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Non potendo demolire i corpi esistenti e trovandoci al cospetto del recupero di quello che era il vecchio deposito delle Poste di Caserta edificato, negli anni Novanta del secolo scorso proprio all’estremità occidentale del viale Ellittico di Caserta si è deciso di proporre una operazione di riqualificazione edilizia e ambientale importante. La scelta progettuale verte su di una logica prudente ed incentrata sul tema della qualità architettonica come elemento guida dell’operazione di recupero. Non si è vuole procedere alla demolizione del volume esistente ma alla sua rimodellazione con un sostanziale riassetto delle facciate. La funzione a scopo didattico era già prevista già in un precedente progetto per un aulario universitario. Oggi, per subentrate necessità logistiche, si è pensato di trasformare l’edificio, a parità di volume, per farne la sede del nuovo Rettorato, di tutti gli uffici, dei servizi, di tre grandi aule didattiche per l’insegnamento di psicologia, di una mensa e di tutte le altre opere connesse alla funzione. Stante il vincolo paesaggistico esistente, si è inteso riformulare l’aspetto del modesto capannone. Attualmente intercetta solo in linea d’aria la visuale della Reggia e, a sua volta, dalla stessa Reggia, è praticamente invisibile in quanto coperto da costruzioni poste nel mezzo dei due edifici. Solo sollevandoci idealmente dal terrazzo del monumento vanvitelliano è possibile cogliere il collegamento tra i due manufatti. Pertanto si è voluto adottare una logica semplice e legata alla grande tradizione del moderno campano. Si è preferito ridurre impatto ecologico e ambientale riformulando una nuova sagoma che riprende il basamento del bellissimo Politecnico di Napoli realizzato da Luigi Cosenza. Per fare questo, le demolizioni dell’esistente sono state ridotte al minimo annullando praticamente il trasporto al rifiuto e concependo una sorta di packaging scenografico che nasconderà- all’interno- delle nuove quinte bianche, ottenute fasciando con nervometal ed elementi fonoassorbenti e termoresistenti i pannelli in graniglia esistente e che avrà l’ulteriore compito di celare la dimensione degli impianti previsti sulla copertura. Nel rispetto del vincolo esistente e nella coerenza stilistica con le emergenze architettoniche di Caserta, per l’involucro si pensa ad un’alternanza dei colori rosso, bianco e oro. La base sarà finita in smalto opaco a componente serica come omaggio alla tradizione leuciana in colore verde penicillina mentre una facciata /schermo principale sarà rivestita in Klinkerceramico dalle diverse sfumature smeraldine. Gli imbotti saranno rivestiti in vernice serica dorata come un broccato settecentesco e la sala conferenze dalla forma ogivale sarà anch’essa di colore chiaro e luminescente. L’esistente pensilina d’ingresso che, nel progetto originario, diveniva la copertura di una veranda, oggi resta pensilina esterna e copre la sala conferenze anche per movimentare l’architettura del prospetto principale. I materiali si ispirano al mediterraneo campano del tempo moderno così come le forme complessive dell’edificio sono immaginate per discostarsi dalla logica del capannone di servizio aspirando a divenire un polo istituzionale e culturale dal forte impatto civico. Le aree esterne saranno pavimentate in cemento spazzolato con additivi rossastri, le aiuole verdi completeranno i parcheggi a raso e le aree comuni incrementando la presenza vegetale della zona. Tutta la dotazione impiantistica è centrata sulla ricerca di un basso impatto ambientale, di un eccellente confort termico e su di un notevole risparmio energetico riducendo a zero le ripercussioni ambientali. La logica dell’intervento è quindi, innanzitutto, quella di un restauro paesaggistico e di una integrazione del volume nell’area restituendogli un ordine visivo che ben si accorda con la presenza del Palazzo Reale nel breve raggio.
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