Il saggio mette a confronto le idee di Leopardi (desumibili dallo Zibaldone degli anni 1821-23) e quelle di Antonio Gramsci (desumibili soprattutto dai Quaderni del carcere) intorno alla specificità del "caso italiano". Vi è una criticità della storia e della situazione sociolinguistica italiana legata alla tradizionale divisione politica, culturale e i linguistica e allo stacco sussistente da secoli fra la élite intellettuale e il "popolo" (nel senso romantico del termine). I due autori si confrontano entrambi con questo nodo problematico da punti di vista molto diversi (quello di un grande scrittore alle prese con la propria identità espressiva e con la propria collocazione nella società borghese; e quello di un moderno teorico della politica che prende in considerazione i problemi del paese in relazione non solo alla sua storia pregressa ma anche alle prospettive di una "riforma intellettuale e morale" complessiva. Al di là delle comprensibili differenze, emergono analogie di pensiero che fanno capo a una peculiarità della storia nazionale: il tema della lingua come rivelatore di generali temi di identità storico- e socio-politica dell'Italia.
Leopardi, Gramsci e un "nesso di problemi" per il caso italiano / Gensini, Stefano. - (2020), pp. 443-458.
Leopardi, Gramsci e un "nesso di problemi" per il caso italiano
Stefano Gensini
Primo
Investigation
2020
Abstract
Il saggio mette a confronto le idee di Leopardi (desumibili dallo Zibaldone degli anni 1821-23) e quelle di Antonio Gramsci (desumibili soprattutto dai Quaderni del carcere) intorno alla specificità del "caso italiano". Vi è una criticità della storia e della situazione sociolinguistica italiana legata alla tradizionale divisione politica, culturale e i linguistica e allo stacco sussistente da secoli fra la élite intellettuale e il "popolo" (nel senso romantico del termine). I due autori si confrontano entrambi con questo nodo problematico da punti di vista molto diversi (quello di un grande scrittore alle prese con la propria identità espressiva e con la propria collocazione nella società borghese; e quello di un moderno teorico della politica che prende in considerazione i problemi del paese in relazione non solo alla sua storia pregressa ma anche alle prospettive di una "riforma intellettuale e morale" complessiva. Al di là delle comprensibili differenze, emergono analogie di pensiero che fanno capo a una peculiarità della storia nazionale: il tema della lingua come rivelatore di generali temi di identità storico- e socio-politica dell'Italia.File | Dimensione | Formato | |
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