L'esilio è presente da sempre nella letteratura, all'origine di paradigmi persistenti che sono alla base di molte scritture dall’antichità ad oggi. Nel tempo si è costruita una memoria condivisa che ha fornito un linguaggio, avvalorato dalla tradizione e da una storia millenaria, per raccontare, esprimere, dare un senso alla perdita di ogni riferimento. La scrittura dell’esilio non ha solo una funzione memoriale, ma serve anche come reagente per rielaborare ogni esperienza di esclusione e costruire nuove identità. I capitoli di questo libro cercano di indagare questa gamma complessa di riferimenti; delineano solo in parte un percorso cronologico; si soffermano sul tentativo di individuare un vocabolario di base che crea delle connessioni tra testi e epoche; dedicano uno spazio specifico alle scrittrici presso le quali l’esilio fa emergere le tensioni di una condizione autoriale spesso fragile; verificano la tenuta o meno di paradigmi che attraversano con alterne fortune la tradizione e, sempre più, le tradizioni. Le molteplici letture e le diverse domande rivolte ai testi evidenziano il carattere necessario della scrittura in esilio, all’origine della sua universale fortuna.
Esuli: scrittori e scrittrici dall'antichità a oggi / Tatti, Mariasilvia. - (2021), pp. 1-181.
Esuli: scrittori e scrittrici dall'antichità a oggi
tatti
2021
Abstract
L'esilio è presente da sempre nella letteratura, all'origine di paradigmi persistenti che sono alla base di molte scritture dall’antichità ad oggi. Nel tempo si è costruita una memoria condivisa che ha fornito un linguaggio, avvalorato dalla tradizione e da una storia millenaria, per raccontare, esprimere, dare un senso alla perdita di ogni riferimento. La scrittura dell’esilio non ha solo una funzione memoriale, ma serve anche come reagente per rielaborare ogni esperienza di esclusione e costruire nuove identità. I capitoli di questo libro cercano di indagare questa gamma complessa di riferimenti; delineano solo in parte un percorso cronologico; si soffermano sul tentativo di individuare un vocabolario di base che crea delle connessioni tra testi e epoche; dedicano uno spazio specifico alle scrittrici presso le quali l’esilio fa emergere le tensioni di una condizione autoriale spesso fragile; verificano la tenuta o meno di paradigmi che attraversano con alterne fortune la tradizione e, sempre più, le tradizioni. Le molteplici letture e le diverse domande rivolte ai testi evidenziano il carattere necessario della scrittura in esilio, all’origine della sua universale fortuna.File | Dimensione | Formato | |
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