This essay proposes a new interpretation of the literary controversy on the amorous carestia – involving in different ways Raimbaut d’Aurenga, Bernart de Ventadorn and Chrétien de Toyes – in the light of what was asserted by first and second generation troubadours (Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru, Peire d’Alvernhe) about two typologically connoted loves: amor corau (‘heartfelt love’) on the one hand, amor volatge (‘inconstant love’) on the other. Once both loves’ essential features have been reconstructed, particularly through the Middle Latin treatises (Andreas Capellanus, Bernard of Clairvaux), an attempt will be made to interpret the withdrawal from unrequited love (and therefore from singing) proposed by Bernart di Vendatorn in Quan vei la lauzeta mover (BdT 70.43) as a natural consequence of the ‘inconstant love’. Finally, the literary fortune of the theme is traced both in the corpus of Chretién and in the production of Thibaut de Champagne up to Dante Alighieri’s Rime.

Il contributo propone una rilettura della polemica letteraria sulla carestia amorosa – cui partecipano, a diversi livelli, Raimbaut d’Aurenga, Bernart de Ventadorn e Chrétien de Toyes – alla luce di quanto asserito da trovatori di prima e seconda generazione (Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru, Peire d’Alvernhe) in merito a due amori tipologicamente connotati: l’amor corau («amore corale») da un lato, l’amor volatge («amore volubile») dall’altro. Una volta ricostruiti, con l’ausilio anche della trattatistica mediolatina (Andrea Cappellano, Bernardo di Clairvaux), i tratti essenziali di entrambi gli amori, si tenterà di interpretare il ritiro dall’amore non corrisposto – e quindi dal canto – prospettato da Bernart di Vendatorn in Quan vei la lauzeta mover (BdT 70.43) come la naturale conseguenza dell’amor volatge, la cui fortuna letteraria è possibile rintracciare sia nel corpus di Chretién che nella produzione di Thibaut de Champagne, fino a giungere, in territorio italiano, alle stesse Rime di Dante Alighieri.

Appunti per il disciplinare amoroso del Chrétien lirico e sondaggi sulla sua ricezione in Thibaut de Champagne / Visalli, Samuele Maria. - (2020).

Appunti per il disciplinare amoroso del Chrétien lirico e sondaggi sulla sua ricezione in Thibaut de Champagne

Visalli, Samuele Maria
2020

Abstract

Il contributo propone una rilettura della polemica letteraria sulla carestia amorosa – cui partecipano, a diversi livelli, Raimbaut d’Aurenga, Bernart de Ventadorn e Chrétien de Toyes – alla luce di quanto asserito da trovatori di prima e seconda generazione (Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru, Peire d’Alvernhe) in merito a due amori tipologicamente connotati: l’amor corau («amore corale») da un lato, l’amor volatge («amore volubile») dall’altro. Una volta ricostruiti, con l’ausilio anche della trattatistica mediolatina (Andrea Cappellano, Bernardo di Clairvaux), i tratti essenziali di entrambi gli amori, si tenterà di interpretare il ritiro dall’amore non corrisposto – e quindi dal canto – prospettato da Bernart di Vendatorn in Quan vei la lauzeta mover (BdT 70.43) come la naturale conseguenza dell’amor volatge, la cui fortuna letteraria è possibile rintracciare sia nel corpus di Chretién che nella produzione di Thibaut de Champagne, fino a giungere, in territorio italiano, alle stesse Rime di Dante Alighieri.
This essay proposes a new interpretation of the literary controversy on the amorous carestia – involving in different ways Raimbaut d’Aurenga, Bernart de Ventadorn and Chrétien de Toyes – in the light of what was asserted by first and second generation troubadours (Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru, Peire d’Alvernhe) about two typologically connoted loves: amor corau (‘heartfelt love’) on the one hand, amor volatge (‘inconstant love’) on the other. Once both loves’ essential features have been reconstructed, particularly through the Middle Latin treatises (Andreas Capellanus, Bernard of Clairvaux), an attempt will be made to interpret the withdrawal from unrequited love (and therefore from singing) proposed by Bernart di Vendatorn in Quan vei la lauzeta mover (BdT 70.43) as a natural consequence of the ‘inconstant love’. Finally, the literary fortune of the theme is traced both in the corpus of Chretién and in the production of Thibaut de Champagne up to Dante Alighieri’s Rime.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1530763
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