Fitting into a broader research aims to reveal the aesthetic dimension of law, this paper outlines the differentiation between two levels of qualification of the law - 'artificial' and 'artificial' - in an attempt to provide theoretical basis to the expression 'ars juris '. Pull over to the right art, as well as a reason merely rhetoric, urges some issues to what is mentioned in these pages 'poetics' of law: the law is an art, or you like art? What does it mean that the lawyer is an artist? How is it possible to qualify the freedom with respect to the legal form of art? The argument that initiates a response to these and other questions by distinguishing the two levels of interpretation of the law, in particular explores the relationship between the work and its legal form specifying the temporal dimension through the archetypal narrative (narrative temporality) and the formant structure (formative aesthetics). Talk about aesthetics of legal forms, not contrived artificiality view of the right, it means - in terms of this study - to clarify the existential differentiation that makes man a subject of law thereby opening the freedom of will (artificial) without falling into arbitrariness of contingency (artificial). It thus illuminates the complex family law established in the report of reciprocal essentiality of the True, the Beautiful and the Just, the key to a philosophy of law existentially founded.

Inserendosi in una ricerca di più ampio respiro volta a svelare la dimensione estetica del diritto, questo saggio delinea la differenziazione tra due livelli di qualificazione del diritto – ‘artificiale’ ed ‘artificioso’ – nel tentativo di dare fondamento teoretico all’espressione ‘ars juris’. Accostare l’arte al diritto, oltre ad una ragione meramente retorica, sollecita alcune questioni inerenti a quella che in queste pagine si nomina ‘poetica’ del diritto: il diritto è un’arte oppure è come l’arte? Cosa significa che il giurista è un artista? Come è possibile qualificare la libertà rispetto al formare dell’arte giuridica? L’argomentazione che avvia una risposta a queste e ad altre questioni distinguendo i due livelli interpretativi del diritto, approfondisce in particolar modo il rapporto tra l’opera giuridica e la sua forma specificandone la dimensione temporale attraverso l’archetipo narrativo (temporalità narrativa) e la struttura formante (formatività estetica). Parlare di estetica delle forme giuridiche, nell’ottica dell’artificialità non artificiosa del diritto, significa – nei termini di questo studio – chiarificare la differenziazione esistenziale che rende l’uomo soggetto di diritto in tal modo aprendo alla libertà dell’arbitrio (artificiale) senza scadere nell’arbitrarietà della contingenza (artificioso). Si illumina così quel plesso genealogico del diritto istituito nella relazione di reciproca essenzialità tra il Vero, il Bello ed il Giusto, i fondamentali per una filosofia del diritto esistenzialmente fondata.

'Artificiale' versus 'Artificioso' (Saggio perlustrativo su estetica e diritto) / Cananzi, Daniele. - STAMPA. - (2008), pp. 179-218.

'Artificiale' versus 'Artificioso' (Saggio perlustrativo su estetica e diritto)

CANANZI, DANIELE
2008

Abstract

Inserendosi in una ricerca di più ampio respiro volta a svelare la dimensione estetica del diritto, questo saggio delinea la differenziazione tra due livelli di qualificazione del diritto – ‘artificiale’ ed ‘artificioso’ – nel tentativo di dare fondamento teoretico all’espressione ‘ars juris’. Accostare l’arte al diritto, oltre ad una ragione meramente retorica, sollecita alcune questioni inerenti a quella che in queste pagine si nomina ‘poetica’ del diritto: il diritto è un’arte oppure è come l’arte? Cosa significa che il giurista è un artista? Come è possibile qualificare la libertà rispetto al formare dell’arte giuridica? L’argomentazione che avvia una risposta a queste e ad altre questioni distinguendo i due livelli interpretativi del diritto, approfondisce in particolar modo il rapporto tra l’opera giuridica e la sua forma specificandone la dimensione temporale attraverso l’archetipo narrativo (temporalità narrativa) e la struttura formante (formatività estetica). Parlare di estetica delle forme giuridiche, nell’ottica dell’artificialità non artificiosa del diritto, significa – nei termini di questo studio – chiarificare la differenziazione esistenziale che rende l’uomo soggetto di diritto in tal modo aprendo alla libertà dell’arbitrio (artificiale) senza scadere nell’arbitrarietà della contingenza (artificioso). Si illumina così quel plesso genealogico del diritto istituito nella relazione di reciproca essenzialità tra il Vero, il Bello ed il Giusto, i fondamentali per una filosofia del diritto esistenzialmente fondata.
"Et si omnes...". Scritti in onore di Francesco Mercadante
9788814135361
Fitting into a broader research aims to reveal the aesthetic dimension of law, this paper outlines the differentiation between two levels of qualification of the law - 'artificial' and 'artificial' - in an attempt to provide theoretical basis to the expression 'ars juris '. Pull over to the right art, as well as a reason merely rhetoric, urges some issues to what is mentioned in these pages 'poetics' of law: the law is an art, or you like art? What does it mean that the lawyer is an artist? How is it possible to qualify the freedom with respect to the legal form of art? The argument that initiates a response to these and other questions by distinguishing the two levels of interpretation of the law, in particular explores the relationship between the work and its legal form specifying the temporal dimension through the archetypal narrative (narrative temporality) and the formant structure (formative aesthetics). Talk about aesthetics of legal forms, not contrived artificiality view of the right, it means - in terms of this study - to clarify the existential differentiation that makes man a subject of law thereby opening the freedom of will (artificial) without falling into arbitrariness of contingency (artificial). It thus illuminates the complex family law established in the report of reciprocal essentiality of the True, the Beautiful and the Just, the key to a philosophy of law existentially founded.
FILOSOFIA DEL DIRITTO; Estetica del diritto
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
'Artificiale' versus 'Artificioso' (Saggio perlustrativo su estetica e diritto) / Cananzi, Daniele. - STAMPA. - (2008), pp. 179-218.
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