The Wall as Metaphor / The Wall as Transitional Knowledge / The Wall as Profanation / The Wall as Remembrance. Around these concepts the essay traces the history of wall and the stories of Walls, embracing architectural, urban, psychoanalytic, philosophical, and political theories. Walls are metaphors of a conceptual confrontation, they segment physical and mental space in two parts, they produce infinite couples of opposites: inclusion / exclusion, safety / fear, beginning / end, memory / oblivion, public / private. Building a wall is the founding act of a geometric space. The “space of rules” vs. the boundless land. Its trace marks differences and gives identity. When an architect wishes to tell a story – particularly a story which cannot be told with words –, he/she makes a basic, violent gesture: a cut, a fissure creating space. A space between two walls.

Il muro come metafora / Il muro come conoscenza transitoria / Il muro come profanazione / Il muro come ricordo. Attorno a questi concetti il saggio ripercorre la storia del muro e le storie dei muri, abbracciando teorie architettoniche, urbane, psicoanalitiche, filosofiche e politiche. Le pareti sono metafore di uno scontro concettuale, segmentano lo spazio fisico e mentale in due parti, producono infinite coppie di opposti: inclusione / esclusione, sicurezza / paura, inizio / fine, memoria / oblio, pubblico / privato. Costruire un muro è l'atto fondante di uno spazio geometrico. Lo "spazio delle regole" contro la terra sconfinata. La sua traccia segna differenze e dà identità. Quando un architetto desidera raccontare una storia, in particolare una storia che non può essere raccontata con le parole, fa un gesto fondatore e violento: un taglio, una fessura che crea uno spazio. Uno spazio tra due muri.

Matta-Clark and Wans Shu. Walls as Profanation and Remembrance / Padoa Schioppa, C.. - (2015), pp. 16-18.

Matta-Clark and Wans Shu. Walls as Profanation and Remembrance

C. PADOA SCHIOPPA
2015

Abstract

Il muro come metafora / Il muro come conoscenza transitoria / Il muro come profanazione / Il muro come ricordo. Attorno a questi concetti il saggio ripercorre la storia del muro e le storie dei muri, abbracciando teorie architettoniche, urbane, psicoanalitiche, filosofiche e politiche. Le pareti sono metafore di uno scontro concettuale, segmentano lo spazio fisico e mentale in due parti, producono infinite coppie di opposti: inclusione / esclusione, sicurezza / paura, inizio / fine, memoria / oblio, pubblico / privato. Costruire un muro è l'atto fondante di uno spazio geometrico. Lo "spazio delle regole" contro la terra sconfinata. La sua traccia segna differenze e dà identità. Quando un architetto desidera raccontare una storia, in particolare una storia che non può essere raccontata con le parole, fa un gesto fondatore e violento: un taglio, una fessura che crea uno spazio. Uno spazio tra due muri.
9788854882829
The Wall as Metaphor / The Wall as Transitional Knowledge / The Wall as Profanation / The Wall as Remembrance. Around these concepts the essay traces the history of wall and the stories of Walls, embracing architectural, urban, psychoanalytic, philosophical, and political theories. Walls are metaphors of a conceptual confrontation, they segment physical and mental space in two parts, they produce infinite couples of opposites: inclusion / exclusion, safety / fear, beginning / end, memory / oblivion, public / private. Building a wall is the founding act of a geometric space. The “space of rules” vs. the boundless land. Its trace marks differences and gives identity. When an architect wishes to tell a story – particularly a story which cannot be told with words –, he/she makes a basic, violent gesture: a cut, a fissure creating space. A space between two walls.
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