Fotografo di guerra e non solo, Peter van Agtmael incarna il modello del reporter impegnato. Nel suo lavoro fotogiornalismo, documentazione sociale e interpretazione soggettiva convivono dando vita a immagini di grande forza autoriale. Nel 2001 Peter, di origini olandesi ma nato a Washington, è un brillante studente di Storia a Yale, dove presto si laureerà con lode. Proviene da una tipica famiglia dell’upper class liberale statunitense e la fotografia, sebbene vista e apprezzata fin da quando era ragazzo – aveva un’autentica passione per i volumi illustrati sulla Prima Guerra Mondiale –, non rientra ancora tra i suoi primari interessi. Certo è ben consapevole di come l’immagine abbia il potere di veicolare più o meno efficacemente il senso di un determinato evento, ma tende ancora a considerarla, come è d’altronde normale visto il tipo di studi affrontati, un supporto visivo funzionale alla comunicazione, non ne comprende subito l’intrinseca autonomia, la specificità linguistica. Tutto cambia dopo quel drammatico giorno di settembre, il giorno dell’attentato al World Trade Center.

Peter van Agtmael / MAGGI, EDOARDO; Verdone, Sara. - (2019), pp. 4-91.

Peter van Agtmael

MAGGI, EDOARDO
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;
2019

Abstract

Fotografo di guerra e non solo, Peter van Agtmael incarna il modello del reporter impegnato. Nel suo lavoro fotogiornalismo, documentazione sociale e interpretazione soggettiva convivono dando vita a immagini di grande forza autoriale. Nel 2001 Peter, di origini olandesi ma nato a Washington, è un brillante studente di Storia a Yale, dove presto si laureerà con lode. Proviene da una tipica famiglia dell’upper class liberale statunitense e la fotografia, sebbene vista e apprezzata fin da quando era ragazzo – aveva un’autentica passione per i volumi illustrati sulla Prima Guerra Mondiale –, non rientra ancora tra i suoi primari interessi. Certo è ben consapevole di come l’immagine abbia il potere di veicolare più o meno efficacemente il senso di un determinato evento, ma tende ancora a considerarla, come è d’altronde normale visto il tipo di studi affrontati, un supporto visivo funzionale alla comunicazione, non ne comprende subito l’intrinseca autonomia, la specificità linguistica. Tutto cambia dopo quel drammatico giorno di settembre, il giorno dell’attentato al World Trade Center.
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