Il presente progetto vuole riflettere sulla vicinanza fra filologia e filosofia nel pensiero di Agamben, nel quale risulta imprescindibile il legame tra l'attenzione filologica per i testi, il metodo della loro interpretazione e la riflessione filosofica che da quei testi prende le mosse. Teoria del linguaggio e metodo ermeneutico si fondono nella concezione agambeniana della segnatura. La lingua è, nelle parole stesse del filosofo, lo scrigno delle segnature e la segnatura è ciò «che, in un segno o in un concetto, lo marca e lo eccede per rimandarlo a un determinato ambito, senza però uscire dal semiotico per costruire un nuovo significato o un nuovo concetto. Le segnature spostano e dislocano i concetti e i segni da una sfera all’altra […] senza ridefinirli semanticamente» (Il Regno e la Gloria, 2009, p. 16). Situandosi tra le dicotomie che hanno caratterizzato la tradizionale descrizione del linguaggio (significato/significante, langue/parole, semiotico/semantico), la segnatura rappresenta uno dei modi con cui Agamben cerca di pensare la modalità d'esistenza propria dei segni. E se le segnature, mettendo in connessione tempi e ambiti diversi, agiscono come elementi storici allo stato puro, allora si vuole invitare a riflettere anche su quale sia la ricaduta della riflessione agambeniana sulla segnatura nell’ambito dello studio del linguaggio poetico e della tradizione letteraria. La segnatura rappresenta così, rispetto agli approcci possibili al linguaggio, una via autonoma ed originale, che porta l’analisi linguistica ed ermeneutica, intesa nel senso ampio che le dà la stretta connessione tra filosofia e filologia, oltre le secche dell’ultima grande dicotomia che ha segnato, e continua a segnare, gran parte della nostra esperienza linguistica: sistema / uso. Intendiamo dunque porre al centro di tale volume la teoria della segnatura per verificare l’originalità di questa proposta anche tenendo conto di un possibile confronto con il metodo archeologico di Foucault, le pratiche interpretative del decostruzionismo, la teoria dell'enunciazione di Benveniste, la teoria dei significanti eccedenti di Lévi-Strauss, la filosofia del linguaggio e della storia di Benjamin, la tradizione della retorica e della filologia.

Lo scrigno delle segnature. Lingua e poesia in Giorgio Agamben / D'Alonzo, Jacopo; Dell'Aia, Lucia. - (2019).

Lo scrigno delle segnature. Lingua e poesia in Giorgio Agamben

Jacopo D'Alonzo
;
2019

Abstract

Il presente progetto vuole riflettere sulla vicinanza fra filologia e filosofia nel pensiero di Agamben, nel quale risulta imprescindibile il legame tra l'attenzione filologica per i testi, il metodo della loro interpretazione e la riflessione filosofica che da quei testi prende le mosse. Teoria del linguaggio e metodo ermeneutico si fondono nella concezione agambeniana della segnatura. La lingua è, nelle parole stesse del filosofo, lo scrigno delle segnature e la segnatura è ciò «che, in un segno o in un concetto, lo marca e lo eccede per rimandarlo a un determinato ambito, senza però uscire dal semiotico per costruire un nuovo significato o un nuovo concetto. Le segnature spostano e dislocano i concetti e i segni da una sfera all’altra […] senza ridefinirli semanticamente» (Il Regno e la Gloria, 2009, p. 16). Situandosi tra le dicotomie che hanno caratterizzato la tradizionale descrizione del linguaggio (significato/significante, langue/parole, semiotico/semantico), la segnatura rappresenta uno dei modi con cui Agamben cerca di pensare la modalità d'esistenza propria dei segni. E se le segnature, mettendo in connessione tempi e ambiti diversi, agiscono come elementi storici allo stato puro, allora si vuole invitare a riflettere anche su quale sia la ricaduta della riflessione agambeniana sulla segnatura nell’ambito dello studio del linguaggio poetico e della tradizione letteraria. La segnatura rappresenta così, rispetto agli approcci possibili al linguaggio, una via autonoma ed originale, che porta l’analisi linguistica ed ermeneutica, intesa nel senso ampio che le dà la stretta connessione tra filosofia e filologia, oltre le secche dell’ultima grande dicotomia che ha segnato, e continua a segnare, gran parte della nostra esperienza linguistica: sistema / uso. Intendiamo dunque porre al centro di tale volume la teoria della segnatura per verificare l’originalità di questa proposta anche tenendo conto di un possibile confronto con il metodo archeologico di Foucault, le pratiche interpretative del decostruzionismo, la teoria dell'enunciazione di Benveniste, la teoria dei significanti eccedenti di Lévi-Strauss, la filosofia del linguaggio e della storia di Benjamin, la tradizione della retorica e della filologia.
D'Alonzo, Jacopo; Dell'Aia, Lucia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1303319
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