Il presente contributo propone un’analisi della poesia LIS Tempo di Lucia Daniele con l’obbiettivo di esplicitare le modalità in cui la materia linguistica si lascia plasmare dalle esigenze artistiche. Il punto di partenza sono gli strumenti di descrizione linguistica della poesia in segni messi a punto da Klima & Bellugi (1979), Giuranna et al. (2001), Russo (2004), Sutton-Spencer (2005), integrati dalle riflessioni elaborate dalla comunità sorda durante i laboratori artistici internazionali, come il Deaf Art Now. L’osservazione di Tempo in questa prospettiva rileva l’importanza di fattori come il ritmo, il bilanciamento nell’utilizzo delle mani, la fluidità, ma soprattutto il ruolo centrale dell’iconicità all’interno del discorso poetico. Tale ruolo si esplicita nelle scelte formali del poeta e nella costruzione del significato attraverso la messa in luce di elementi metaforici presenti sia nel lessico produttivo, che nei segni convenzionali. In particolare, la modificazione e la ripetizione dei parametri formazionali risvegliano le metafore sottostanti i segni creando una sovrastruttura iconica che fa da impalcatura alle associazioni simboliche che costituiscono il cuore del discorso lirico. In una prospettiva che vede la poesia come tensione tra le forze creative dell’arte e i limiti imposti dalla comprensibilità linguistica, si avanza l’ipotesi che il lessico produttivo, così pervasivo nella poesia segnata, favorisca l’ambiguità semantica e consenta al poeta di raggiungere la vaghezza lirica. Infine, mostreremo come l’utilizzo del Visual Vernacular all’interno di Tempo esemplifica la natura visuale dell’ispirazione poetica, fatta di immagini. Lo studio della poesia segnata permette di osservare l’influenza dei sensi nel processo creativo e il modo in cui una lingua che si muove su canali di trasmissione e percezione differenti si fa arte (Russo & Volterra 2007). Bibliografia: Giuranna, R., & Pizzuto, E., Russo T. (2001). Italian Sign Language (LIS) poetry: iconic properties and structural regularities. Sign Language Studies, 2, 84-112. Klima E. S., Bellugi U. (1979), The Signs of language, Harvard University Press, Cambridge (MA). Pizzuto, E. & Russo, T. (2002). Presentazione. In R. Giuranna & G. Giuranna, Sette poesie in Lingua Italiana dei Segni (LIS), di Rosaria e Giuseppe Giuranna (pp. 1-15). CD-ROM. Pisa: Edizioni Del Cerro. Sutton-Spence, R. (2005). Analysing sign language poetry. Basingstoke, UK: Palgrave Macmillan. Russo, T. (2004). La mappa poggiata sull’isola: iconicità e metafora nelle lingue dei segni e nelle lingue vocali. Università della Calabria centro editoriale e librario. Russo T., Volterra V. (2007) Le Lingue dei Segni, Storia e Semiotica. Roma: Carocci.

Quando le mani rimano: la poesia in LIS e la sua importanza nella riflessione linguistica / Bonsignori, Chiara; Daniele, Lucia. - (2018). ((Intervento presentato al convegno 4° Convegno Nazionale ENS tenutosi a Roma.

Quando le mani rimano: la poesia in LIS e la sua importanza nella riflessione linguistica.

Chiara Bonsignori
Primo
;
2018

Abstract

Il presente contributo propone un’analisi della poesia LIS Tempo di Lucia Daniele con l’obbiettivo di esplicitare le modalità in cui la materia linguistica si lascia plasmare dalle esigenze artistiche. Il punto di partenza sono gli strumenti di descrizione linguistica della poesia in segni messi a punto da Klima & Bellugi (1979), Giuranna et al. (2001), Russo (2004), Sutton-Spencer (2005), integrati dalle riflessioni elaborate dalla comunità sorda durante i laboratori artistici internazionali, come il Deaf Art Now. L’osservazione di Tempo in questa prospettiva rileva l’importanza di fattori come il ritmo, il bilanciamento nell’utilizzo delle mani, la fluidità, ma soprattutto il ruolo centrale dell’iconicità all’interno del discorso poetico. Tale ruolo si esplicita nelle scelte formali del poeta e nella costruzione del significato attraverso la messa in luce di elementi metaforici presenti sia nel lessico produttivo, che nei segni convenzionali. In particolare, la modificazione e la ripetizione dei parametri formazionali risvegliano le metafore sottostanti i segni creando una sovrastruttura iconica che fa da impalcatura alle associazioni simboliche che costituiscono il cuore del discorso lirico. In una prospettiva che vede la poesia come tensione tra le forze creative dell’arte e i limiti imposti dalla comprensibilità linguistica, si avanza l’ipotesi che il lessico produttivo, così pervasivo nella poesia segnata, favorisca l’ambiguità semantica e consenta al poeta di raggiungere la vaghezza lirica. Infine, mostreremo come l’utilizzo del Visual Vernacular all’interno di Tempo esemplifica la natura visuale dell’ispirazione poetica, fatta di immagini. Lo studio della poesia segnata permette di osservare l’influenza dei sensi nel processo creativo e il modo in cui una lingua che si muove su canali di trasmissione e percezione differenti si fa arte (Russo & Volterra 2007). Bibliografia: Giuranna, R., & Pizzuto, E., Russo T. (2001). Italian Sign Language (LIS) poetry: iconic properties and structural regularities. Sign Language Studies, 2, 84-112. Klima E. S., Bellugi U. (1979), The Signs of language, Harvard University Press, Cambridge (MA). Pizzuto, E. & Russo, T. (2002). Presentazione. In R. Giuranna & G. Giuranna, Sette poesie in Lingua Italiana dei Segni (LIS), di Rosaria e Giuseppe Giuranna (pp. 1-15). CD-ROM. Pisa: Edizioni Del Cerro. Sutton-Spence, R. (2005). Analysing sign language poetry. Basingstoke, UK: Palgrave Macmillan. Russo, T. (2004). La mappa poggiata sull’isola: iconicità e metafora nelle lingue dei segni e nelle lingue vocali. Università della Calabria centro editoriale e librario. Russo T., Volterra V. (2007) Le Lingue dei Segni, Storia e Semiotica. Roma: Carocci.
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