Memorabilia Archive raccoglie i contributi che hanno partecipato alla call Memorabilia organizzata dal gruppo di curatori della sezione "Teorie del Re-cycle" all’interno del programma di ricerca PRIN Re-cycle Italy. Il seminario Memorabilia è stato impostato sulla scelta di un “oggetto” da portare nel futuro e sul senso e sulla struttura di un possibile archivio. Io ho selezionato il labirinto della cattedrale di San Martino a Lucca, un bassorilievo, di cui l’autore è sconosciuto, risalente al periodo medievale. Aver dovuto scegliere un oggetto da portare nel futuro ha significato estraniarsi dal presente e prendere atto della necessità di un passato che probabilmente è stato - o almeno di alcune parti di esso - per costruire le fondamenta del tempo che sarà. La mia scelta ha voluto porsi al limite tra oggetto ed evento. Nel senso che il labirinto, come oggetto, diventa metafora di un luogo ideale dove si esplicita la condizione umana dello smarrimento. Condizione che, nell’attualità in cui siamo immersi e ancor più nel futuro, fà e farà prevalere soprattutto la sua accezione negativa. Suc- cede così che davanti alla perdita di tempo, di efficienza e di controllo – per elencare solo alcuni dei requisiti che oggi assumono il ruolo di unità di misura del valore umano – si stabilisce incondizionatamente l’accettazione della rinuncia al diritto di “perdersi”.

Il diritto allo smarrimento / Oltremarini, Alessandro. - (2016).

Il diritto allo smarrimento

alessandro oltremarini
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2016

Abstract

Memorabilia Archive raccoglie i contributi che hanno partecipato alla call Memorabilia organizzata dal gruppo di curatori della sezione "Teorie del Re-cycle" all’interno del programma di ricerca PRIN Re-cycle Italy. Il seminario Memorabilia è stato impostato sulla scelta di un “oggetto” da portare nel futuro e sul senso e sulla struttura di un possibile archivio. Io ho selezionato il labirinto della cattedrale di San Martino a Lucca, un bassorilievo, di cui l’autore è sconosciuto, risalente al periodo medievale. Aver dovuto scegliere un oggetto da portare nel futuro ha significato estraniarsi dal presente e prendere atto della necessità di un passato che probabilmente è stato - o almeno di alcune parti di esso - per costruire le fondamenta del tempo che sarà. La mia scelta ha voluto porsi al limite tra oggetto ed evento. Nel senso che il labirinto, come oggetto, diventa metafora di un luogo ideale dove si esplicita la condizione umana dello smarrimento. Condizione che, nell’attualità in cui siamo immersi e ancor più nel futuro, fà e farà prevalere soprattutto la sua accezione negativa. Suc- cede così che davanti alla perdita di tempo, di efficienza e di controllo – per elencare solo alcuni dei requisiti che oggi assumono il ruolo di unità di misura del valore umano – si stabilisce incondizionatamente l’accettazione della rinuncia al diritto di “perdersi”.
9788899243104
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1251554
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