Il volume fa parte di un programma pluriennale di mostre e volumi miscellanei che, dal 2011, dedicano attenzione al pontificato di Leone XII; in particolare, s’indaga l’incidenza dell’antico, la sua percezione e le relative attività di scavo, restauro e tutela che si sviluppano nel terzo decennio dell’Ottocento. In questo senso, occorre sottolineare quanto sia distintiva la presenza dell’antichità che, in specie a Roma, risulta rilevante. Qui, più che altrove, il materiale ‘antico’ legittima il riconoscimento di un autonomo valore tanto che, se si guarda alla concretezza del fare, si può notare come gli interventi vengano precisati in rapporto a specifiche situazioni così da inquadrare l’opera nel contesto storico cui essa appartiene. Il fascino di cose lontane determina la centralità del mito di Roma: città dei forestieri, meta di visitatori illustri attratti dall’urbe antica, papale e moderna; sito dove ‘vive’ il passato, dove artefici e studiosi sono pronti a recepire le sollecitazioni “intorno all’antico”, dove il rapporto con l’antico assume una caratterizzazione operativa. Così, mentre tutto il pontificato leonino è inteso a rilanciare la funzione della Chiesa e a promuovere la Santa Sede e la città che l’ospita a centro d’irradiazione dell’autorità papale, proprio nell’ambito politico e culturale dello Stato pontificio, archeologia, arte e architettura del passato richiedono cure, restauri e normative adeguate. In questa prospettiva, oltre ad indagare l’incidenza dell’antico sulla cultura della tutela quale emerge dai documenti pontifici dell’epoca, l’attenzione si è concentrata sugli interventi analizzando soprattutto il caso della sistemazione dell’area del Foro e, a proposito di restauro architettonico, vengono messi in luce i caratteri di un’operatività fondata sul principio della “fedeltà storica”, non trascurando la pratica del reimpiego degli spolia che trovano applicazione anche nella ricostruzione della basilica ostiense.

Introduzione / Sette, Maria Piera; Fiumi Sermattei, Ilaria; Regoli, Roberto. - (2017), pp. 11-22.

Introduzione

Maria Piera Sette;
2017

Abstract

Il volume fa parte di un programma pluriennale di mostre e volumi miscellanei che, dal 2011, dedicano attenzione al pontificato di Leone XII; in particolare, s’indaga l’incidenza dell’antico, la sua percezione e le relative attività di scavo, restauro e tutela che si sviluppano nel terzo decennio dell’Ottocento. In questo senso, occorre sottolineare quanto sia distintiva la presenza dell’antichità che, in specie a Roma, risulta rilevante. Qui, più che altrove, il materiale ‘antico’ legittima il riconoscimento di un autonomo valore tanto che, se si guarda alla concretezza del fare, si può notare come gli interventi vengano precisati in rapporto a specifiche situazioni così da inquadrare l’opera nel contesto storico cui essa appartiene. Il fascino di cose lontane determina la centralità del mito di Roma: città dei forestieri, meta di visitatori illustri attratti dall’urbe antica, papale e moderna; sito dove ‘vive’ il passato, dove artefici e studiosi sono pronti a recepire le sollecitazioni “intorno all’antico”, dove il rapporto con l’antico assume una caratterizzazione operativa. Così, mentre tutto il pontificato leonino è inteso a rilanciare la funzione della Chiesa e a promuovere la Santa Sede e la città che l’ospita a centro d’irradiazione dell’autorità papale, proprio nell’ambito politico e culturale dello Stato pontificio, archeologia, arte e architettura del passato richiedono cure, restauri e normative adeguate. In questa prospettiva, oltre ad indagare l’incidenza dell’antico sulla cultura della tutela quale emerge dai documenti pontifici dell’epoca, l’attenzione si è concentrata sugli interventi analizzando soprattutto il caso della sistemazione dell’area del Foro e, a proposito di restauro architettonico, vengono messi in luce i caratteri di un’operatività fondata sul principio della “fedeltà storica”, non trascurando la pratica del reimpiego degli spolia che trovano applicazione anche nella ricostruzione della basilica ostiense.
978-88-3280-026-5
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1162127
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