Questo contributo, all’interno della ricerca sui territori Post Metropolitani, nasce dall’analisi dello sviluppo di pezzi di città sorti in maniera disarticolata, prevalentemente fuori dal GRA e in discontinuità rispetto al tessuto urbano di riferimento, come esito di una combinazione tra insediamenti abusivi e piani di zona, ovvero piani di edilizia residenziale pubblica con componenti di edilizia agevolata, mediante i quali si vorrebbero recuperare le aree abusive e che invece portano ad effetti tutt’altro che desiderati. Ciò determina un modello di sviluppo insediativo, e quindi dell’abitare, che costituisce la declinazione romana della “Postmetropoli”, la cui rappresentazione, proprio in virtù delle complesse dinamiche che l’hanno generato, diventa meno immediata. L’attenzione, durante la ricerca, rivolta a Monte Stallonara è dovuta al fatto che esso è emblematico di questo modello di sviluppo ed, in particolare, di quei numerosi piani di zona che sono stati progettati nell'Agro romano con l’intento di “produrre città” e che avrebbero dovuto riqualificare interi quartieri ma che, di fatto, hanno costituito un altro modo di incentivare la speculazione edilizia: i recenti scandali che hanno coinvolto l’ambigua gestione di questi piani, tra cui quello di Monte Stallonara, attraverso le vendite o gli affitti in libero mercato degli immobili di edilizia agevolata, contrariamente alle convenzioni stipulate tra imprese costruttrici e Amministrazione pubblica, ne sono un chiaro esempio.

La vita in un “cantiere” a Monte Stallonara

Carrano, Antonella;Montillo, Francesco
2016

Abstract

Questo contributo, all’interno della ricerca sui territori Post Metropolitani, nasce dall’analisi dello sviluppo di pezzi di città sorti in maniera disarticolata, prevalentemente fuori dal GRA e in discontinuità rispetto al tessuto urbano di riferimento, come esito di una combinazione tra insediamenti abusivi e piani di zona, ovvero piani di edilizia residenziale pubblica con componenti di edilizia agevolata, mediante i quali si vorrebbero recuperare le aree abusive e che invece portano ad effetti tutt’altro che desiderati. Ciò determina un modello di sviluppo insediativo, e quindi dell’abitare, che costituisce la declinazione romana della “Postmetropoli”, la cui rappresentazione, proprio in virtù delle complesse dinamiche che l’hanno generato, diventa meno immediata. L’attenzione, durante la ricerca, rivolta a Monte Stallonara è dovuta al fatto che esso è emblematico di questo modello di sviluppo ed, in particolare, di quei numerosi piani di zona che sono stati progettati nell'Agro romano con l’intento di “produrre città” e che avrebbero dovuto riqualificare interi quartieri ma che, di fatto, hanno costituito un altro modo di incentivare la speculazione edilizia: i recenti scandali che hanno coinvolto l’ambigua gestione di questi piani, tra cui quello di Monte Stallonara, attraverso le vendite o gli affitti in libero mercato degli immobili di edilizia agevolata, contrariamente alle convenzioni stipulate tra imprese costruttrici e Amministrazione pubblica, ne sono un chiaro esempio.
978-88-6843-539-4
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