The territory of the Ancient Appian Way, rendered legendary by writers, artists and filmmakers who, from ancient times to today, have celebrated the archaeological remains and landscape, is also linked to breaches of the urban planning regulations, which have proved insufficient in stemming the phenomenon of unauthorized building, a problem that has also spread throughout Italy. The custom of “emergency” building due to the dearth of housing started in Rome during the Fascist era, when “new building units outside the perimeters of the plan” were built to provide houses to inhabitants displaced from the centre, which was knocked down to build major projects for the regime, and continued after World war II. In the capital, between 1950 and 1978, eighty-four villages were built outside the urban planning. This first phase of unauthorized construction, remedied by the Law on amnesty for infringement on building regulations of 1985, is called necessary illegality, or construction carried out to make a first home available. Applications for amnesty presented across the country, however, numbered more than four million and also included new buildings along the coast. This phenomenon represented a serious change in the country, making way for a market that ran parallel to the legal one, based on illegal labour and illegal construction companies.

Il territorio dell’Appia, dal punto di vista normativo, viene considerato zona di rispetto dal Piano Regolatore del 1931, area sottoposta a vincolo paesaggistico con il PRG del 1961 e Parco Regionale dell’Appia Antica dal 1998. Nonostante il progressivo regime di tutela vengono realizzate abusivamente nel Parco, tra gli anni ‘50 e ‘70, la borgata di Tor Fiscale e l’area di Cava Pace. Tra il 1985 e il 2003, anni compresi tra i tre condoni edilizi, l’abusivismo si configura come un sistema di regole alternativo a quello della pianificazione urbanistica. Il fenomeno nel parco, presenta delle anomalie rispetto al panorama nazionale. La prima riguarda un dato quantitativo. Mentre nel territorio comunale gli abusi edilizi diminuiscono nel Parco dell’Appia si registra una forte crescita degli illeciti. Il processo di contaminazione delle aree protette si presenta come elemento strutturante del fenomeno. La nuova espansione edilizia illegale fa leva sullo strumento del Condono Edilizio come mezzo di pianificazione ex post e si installa in aree molto appetibili per redditizie speculazioni. La seconda anomalia riguarda un dato tipologico-qualitativo dell’abusivismo. Se, fino alla fine degli anni ‘80, l’abusivismo nel Parco dell’Appia è sempre stato sinonimo di ville lussuose e abitazioni di pregio, da questo periodo in poi, la maggior parte degli illeciti ha destinazione d’uso commerciale e terziaria. Il cambiamento morfogenetico subito dall’abusivismo è giustificato dall’uso che la città fa del parco. Questo territorio, un grande cuneo verde di 3400 ettari che dai Castelli Romani raggiunge il cuore della città, si configura come una smagliatura nel denso tessuto urbano. Il Parco viene utilizzato come spazio di transito veloce per raggiungere altri luoghi della città. La rete infrastrutturale esistente che percorre l’area connette i quadranti sud-ovest e sud-est della capitale. Collocandosi lungo queste direttrici, le attività commerciali che vi si insediano godono di estrema accessibilità proprio perché situate in ambiti di attraversamento rapido e in luoghi prossimi a centralità urbane.

Illegalità. Illegality / Morgia, Federica. - STAMPA. - 1(2017), pp. 262-281. - QUODLIBET STUDIO. CITTÀ E PAESAGGIO.

Illegalità. Illegality

Federica Morgia
2017

Abstract

Il territorio dell’Appia, dal punto di vista normativo, viene considerato zona di rispetto dal Piano Regolatore del 1931, area sottoposta a vincolo paesaggistico con il PRG del 1961 e Parco Regionale dell’Appia Antica dal 1998. Nonostante il progressivo regime di tutela vengono realizzate abusivamente nel Parco, tra gli anni ‘50 e ‘70, la borgata di Tor Fiscale e l’area di Cava Pace. Tra il 1985 e il 2003, anni compresi tra i tre condoni edilizi, l’abusivismo si configura come un sistema di regole alternativo a quello della pianificazione urbanistica. Il fenomeno nel parco, presenta delle anomalie rispetto al panorama nazionale. La prima riguarda un dato quantitativo. Mentre nel territorio comunale gli abusi edilizi diminuiscono nel Parco dell’Appia si registra una forte crescita degli illeciti. Il processo di contaminazione delle aree protette si presenta come elemento strutturante del fenomeno. La nuova espansione edilizia illegale fa leva sullo strumento del Condono Edilizio come mezzo di pianificazione ex post e si installa in aree molto appetibili per redditizie speculazioni. La seconda anomalia riguarda un dato tipologico-qualitativo dell’abusivismo. Se, fino alla fine degli anni ‘80, l’abusivismo nel Parco dell’Appia è sempre stato sinonimo di ville lussuose e abitazioni di pregio, da questo periodo in poi, la maggior parte degli illeciti ha destinazione d’uso commerciale e terziaria. Il cambiamento morfogenetico subito dall’abusivismo è giustificato dall’uso che la città fa del parco. Questo territorio, un grande cuneo verde di 3400 ettari che dai Castelli Romani raggiunge il cuore della città, si configura come una smagliatura nel denso tessuto urbano. Il Parco viene utilizzato come spazio di transito veloce per raggiungere altri luoghi della città. La rete infrastrutturale esistente che percorre l’area connette i quadranti sud-ovest e sud-est della capitale. Collocandosi lungo queste direttrici, le attività commerciali che vi si insediano godono di estrema accessibilità proprio perché situate in ambiti di attraversamento rapido e in luoghi prossimi a centralità urbane.
978-88-7462-776-9
The territory of the Ancient Appian Way, rendered legendary by writers, artists and filmmakers who, from ancient times to today, have celebrated the archaeological remains and landscape, is also linked to breaches of the urban planning regulations, which have proved insufficient in stemming the phenomenon of unauthorized building, a problem that has also spread throughout Italy. The custom of “emergency” building due to the dearth of housing started in Rome during the Fascist era, when “new building units outside the perimeters of the plan” were built to provide houses to inhabitants displaced from the centre, which was knocked down to build major projects for the regime, and continued after World war II. In the capital, between 1950 and 1978, eighty-four villages were built outside the urban planning. This first phase of unauthorized construction, remedied by the Law on amnesty for infringement on building regulations of 1985, is called necessary illegality, or construction carried out to make a first home available. Applications for amnesty presented across the country, however, numbered more than four million and also included new buildings along the coast. This phenomenon represented a serious change in the country, making way for a market that ran parallel to the legal one, based on illegal labour and illegal construction companies.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1021243
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