Questo lavoro si propone di offrire sul piano sistematico una «panoramica» necessariamente sintetica delle principali questioni che si pongono in materia, e dei risultati già raggiunti o in fase ancora di necessaria, ma spesso solo embrionale, definizione. Il lavoro si articola in due sezioni. Nella prima sezione si dà conto di un problema ormai addirittura classico relativo alla possibilità che le norme produttive di obblighi erga omnes, tutelando beni e/o valori collettivi della stessa Comunità internazionale, consentano processualmente a tal fine l’esercizio di una «actio popularis», attribuendo a tutti gli Stati (anche non individualmente lesi) la legittimazione processuale per far valere in giudizio la tutela medesima. In questa sezione, il discorso viene per così dire ripreso sia pur sinteticamente dalle origini, analizzando prima le note (e contrastanti) decisioni degli anni sessanta della Corte internazionale di giustizia nel caso del Sud-ovest africano, e poi gli effetti a favore di un’«actio popularis» almeno indirettamente ricollegabili al famoso obiter dictum della Corte (sulla distinzione tra obblighi reciproci e obblighi erga omnes) contenuto nella decisione del 1970 sul caso della Barcelona Traction. È nella seconda sezione che il discorso si svolge tuttavia più compiutamente, attraverso l’esame dei dati rinvenibili nella giurisprudenza della Corte internazionale di giustizia. Le principali questioni in cui si articola la tematica del trattamento processuale delle norme produttive di obblighi erga omnes vengono così prese in considerazione, e discusse sulla base degli scarsi spunti ricavabili dalla giurisprudenza indicata. Senza anticipare in questa sede il contenuto delle questioni medesime, il lavoro si sofferma comunque sulla forte tensione ancora oggi esistente tra l’interesse «pubblico» incorporato negli obblighi erga omnes e il principio del fondamento consensuale della giurisdizione della Corte; sui problemi interpretativi che si pongono nel caso in cui tale giurisdizione derivi da clausole compromissorie ad hoc o invece da titoli giurisdizionali a portata generale; sul contenuto delle pretese suscettibili di essere avanzate in giudizio a seconda che un illecito erga omnes registri o meno l’esistenza di uno Stato anche individualmente leso; sul contrasto tra il principio della relatività del giudicato e gli effetti materialmente deducibili dalla sentenza nell’interesse generale; e così via.

Giurisdizione della corte internazionale di giustizia e obblighi erga omnes / Picone, P.; Papa, M. I.. - STAMPA. - (2017), pp. 337-383.

Giurisdizione della corte internazionale di giustizia e obblighi erga omnes

P. Picone
;
M. I. Papa
2017

Abstract

Questo lavoro si propone di offrire sul piano sistematico una «panoramica» necessariamente sintetica delle principali questioni che si pongono in materia, e dei risultati già raggiunti o in fase ancora di necessaria, ma spesso solo embrionale, definizione. Il lavoro si articola in due sezioni. Nella prima sezione si dà conto di un problema ormai addirittura classico relativo alla possibilità che le norme produttive di obblighi erga omnes, tutelando beni e/o valori collettivi della stessa Comunità internazionale, consentano processualmente a tal fine l’esercizio di una «actio popularis», attribuendo a tutti gli Stati (anche non individualmente lesi) la legittimazione processuale per far valere in giudizio la tutela medesima. In questa sezione, il discorso viene per così dire ripreso sia pur sinteticamente dalle origini, analizzando prima le note (e contrastanti) decisioni degli anni sessanta della Corte internazionale di giustizia nel caso del Sud-ovest africano, e poi gli effetti a favore di un’«actio popularis» almeno indirettamente ricollegabili al famoso obiter dictum della Corte (sulla distinzione tra obblighi reciproci e obblighi erga omnes) contenuto nella decisione del 1970 sul caso della Barcelona Traction. È nella seconda sezione che il discorso si svolge tuttavia più compiutamente, attraverso l’esame dei dati rinvenibili nella giurisprudenza della Corte internazionale di giustizia. Le principali questioni in cui si articola la tematica del trattamento processuale delle norme produttive di obblighi erga omnes vengono così prese in considerazione, e discusse sulla base degli scarsi spunti ricavabili dalla giurisprudenza indicata. Senza anticipare in questa sede il contenuto delle questioni medesime, il lavoro si sofferma comunque sulla forte tensione ancora oggi esistente tra l’interesse «pubblico» incorporato negli obblighi erga omnes e il principio del fondamento consensuale della giurisdizione della Corte; sui problemi interpretativi che si pongono nel caso in cui tale giurisdizione derivi da clausole compromissorie ad hoc o invece da titoli giurisdizionali a portata generale; sul contenuto delle pretese suscettibili di essere avanzate in giudizio a seconda che un illecito erga omnes registri o meno l’esistenza di uno Stato anche individualmente leso; sul contrasto tra il principio della relatività del giudicato e gli effetti materialmente deducibili dalla sentenza nell’interesse generale; e così via.
Obblighi «erga omnes» e uso della forza
978-88-9391-122-1
corte internazionale di giustizia; obblighi erga omnes; actio popularis; giurisdizione contenziosa; interesse ad agire
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Giurisdizione della corte internazionale di giustizia e obblighi erga omnes / Picone, P.; Papa, M. I.. - STAMPA. - (2017), pp. 337-383.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1017328
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