La ricerca svolta nella mia tesi di dottorato ha come obiettivo principale l'analisi di romanzi e racconti prodotti da tre scrittrici postcoloniali africane-italiane contemporanee – Gabriella Ghermandi, Ubax Cristina Ali Farah e Igiaba Scego - legate per storia personale alle ex-colonie italiane d'Eritrea, Etiopia e Somalia. Con la scelta di definire queste scrittrici postcoloniali intendo collocarle all'interno di quel movimento intellettuale – definito appunto postcoloniale – che, attraverso pratiche critiche estetiche e testuali, rilegge e riscrive la storia del passato coloniale dal punto di vista degli ex-colonizzati, e alla luce delle ricadute di tale passato nella contemporaneità. Il focus principale della ricerca si concentra sulle strategie di auto-rappresentazione messe in atto nei romanzi e nei racconti in esame. Questa tesi si colloca dal punto di vista disciplinare sui confini – di per sé porosi – tra gli studi postcoloniali, gli studi culturali e gli studi di genere. Per questa ragione in questo studio mi doto di strumenti teorici provenienti da disparati settori disciplinari: la critica letteraria, la sociologia della letteratura, gli studi storici sul colonialismo, l'antropologia, la sociologia, gli studi sulle migrazioni, gli studi sulla costruzione sociale della razza e gli studi sulla costruzione sociale dei generi. Pertanto la metodologia con cui ho analizzato i testi delle tre scrittrici in esame è segnata dall'interdisciplinarità. In linea con il dibattito teorico che ha attraversato il settore degli studi di genere soprattutto in contesti angloamericani in questo lavoro utilizzo la metodologia dell'intersezionalità. Il lavoro è diviso in quattro capitoli. Nel Capitolo Uno, alla luce della ricezione del dibattito sul canone della rappresentazione postmoderna in Italia, traccio alcune linee storiografiche che mi permettono di inserire la produzione delle tre autrici prese in esame nel contesto della letteratura italiana degli ultimi 20 anni. Nel Capitolo Due esamino parte della produzione letteraria di Igiaba Scego – i romanzi Rhoda e Oltre Babilonia e i racconti Salsicce, Identità e «Dismatria» - indagandone la dimensione temporale e spaziale e sostenendo che le narrazioni di Scego sostanziano la convergenza tra rappresentazione postmoderna e rappresentazione postcoloniale. I romanzi e i racconti presi in esame in questo capitolo hanno tutti come protagoniste giovani donne nere italiane (o neo-italiane) alle prese con la difficoltà di conciliare l'essere donna, nera ed italiana in una società profondamente segnata dalle disuguaglianze razziali. Nell'analisi dell'opera di Scego mi concentro sulle strategie attraverso cui l'autrice decostruisce l'immaginario coloniale italiano che ha rappresentato e continua a rappresentare le donne nere come corpi ipersessuali ed esotici. Mi soffermo, dunque, sulle rappresentazioni delle dinamiche di costruzione della razza, del genere e della sessualità e sulla dimensione spaziale dei corpi che caratterizzano l'opera di Scego. Nel Capitolo Tre analizzo la costruzione e la trasmissione della memoria culturale del colonialismo italiano in Etiopia alla luce delle contro-memorie etiopi contenute nel romanzo Regina di fiori e di perle di Gabriella Ghermandi. In questo capitolo sostengo che la letteratura è uno dei luoghi in cui possono essere ri-attivate memorie collettive in grado di sfidare i pericolosi meccanismi di oblio e rimozione a cui e andato incontro il passato coloniale italiano. Mi concentro, inoltre, tramite l'analisi del romanzo di Ghermandi, sulla rappresentazione delle politiche razziali in Etiopia nella loro intersezione con le politiche volte al disciplinamento del genere. Infine analizzo il ruolo che Ghermandi affida alle donne guerriere nel suo romanzo. Nel Capitolo Quattro, infine, analizzo il romanzo Madre piccola di Ubax Cristina Ali Farah. Il romanzo è incentrato sulle narrazioni di donne e uomini della diaspora somala costretti ad abbandonare la Somalia con lo scoppio della guerra civile nel 1991 ed è caratterizzato da una struttura corale e da una fitta tela di narrazioni che hanno lo scopo di ricostruire i legami dispersi dalla diaspora. La mia analisi si concentra sulla rappresentazione della materialità della diaspora somala in Italia nonché sulla dimensione fantasmagorica e spettrale sia del passato coloniale che del presente postcoloniale.

La letteratura postcoloniale italiana. Strategie di auto-rappresentazione in tre scrittrici africane-italiane(2011 Jun 21).

La letteratura postcoloniale italiana. Strategie di auto-rappresentazione in tre scrittrici africane-italiane.

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21/06/2011

Abstract

La ricerca svolta nella mia tesi di dottorato ha come obiettivo principale l'analisi di romanzi e racconti prodotti da tre scrittrici postcoloniali africane-italiane contemporanee – Gabriella Ghermandi, Ubax Cristina Ali Farah e Igiaba Scego - legate per storia personale alle ex-colonie italiane d'Eritrea, Etiopia e Somalia. Con la scelta di definire queste scrittrici postcoloniali intendo collocarle all'interno di quel movimento intellettuale – definito appunto postcoloniale – che, attraverso pratiche critiche estetiche e testuali, rilegge e riscrive la storia del passato coloniale dal punto di vista degli ex-colonizzati, e alla luce delle ricadute di tale passato nella contemporaneità. Il focus principale della ricerca si concentra sulle strategie di auto-rappresentazione messe in atto nei romanzi e nei racconti in esame. Questa tesi si colloca dal punto di vista disciplinare sui confini – di per sé porosi – tra gli studi postcoloniali, gli studi culturali e gli studi di genere. Per questa ragione in questo studio mi doto di strumenti teorici provenienti da disparati settori disciplinari: la critica letteraria, la sociologia della letteratura, gli studi storici sul colonialismo, l'antropologia, la sociologia, gli studi sulle migrazioni, gli studi sulla costruzione sociale della razza e gli studi sulla costruzione sociale dei generi. Pertanto la metodologia con cui ho analizzato i testi delle tre scrittrici in esame è segnata dall'interdisciplinarità. In linea con il dibattito teorico che ha attraversato il settore degli studi di genere soprattutto in contesti angloamericani in questo lavoro utilizzo la metodologia dell'intersezionalità. Il lavoro è diviso in quattro capitoli. Nel Capitolo Uno, alla luce della ricezione del dibattito sul canone della rappresentazione postmoderna in Italia, traccio alcune linee storiografiche che mi permettono di inserire la produzione delle tre autrici prese in esame nel contesto della letteratura italiana degli ultimi 20 anni. Nel Capitolo Due esamino parte della produzione letteraria di Igiaba Scego – i romanzi Rhoda e Oltre Babilonia e i racconti Salsicce, Identità e «Dismatria» - indagandone la dimensione temporale e spaziale e sostenendo che le narrazioni di Scego sostanziano la convergenza tra rappresentazione postmoderna e rappresentazione postcoloniale. I romanzi e i racconti presi in esame in questo capitolo hanno tutti come protagoniste giovani donne nere italiane (o neo-italiane) alle prese con la difficoltà di conciliare l'essere donna, nera ed italiana in una società profondamente segnata dalle disuguaglianze razziali. Nell'analisi dell'opera di Scego mi concentro sulle strategie attraverso cui l'autrice decostruisce l'immaginario coloniale italiano che ha rappresentato e continua a rappresentare le donne nere come corpi ipersessuali ed esotici. Mi soffermo, dunque, sulle rappresentazioni delle dinamiche di costruzione della razza, del genere e della sessualità e sulla dimensione spaziale dei corpi che caratterizzano l'opera di Scego. Nel Capitolo Tre analizzo la costruzione e la trasmissione della memoria culturale del colonialismo italiano in Etiopia alla luce delle contro-memorie etiopi contenute nel romanzo Regina di fiori e di perle di Gabriella Ghermandi. In questo capitolo sostengo che la letteratura è uno dei luoghi in cui possono essere ri-attivate memorie collettive in grado di sfidare i pericolosi meccanismi di oblio e rimozione a cui e andato incontro il passato coloniale italiano. Mi concentro, inoltre, tramite l'analisi del romanzo di Ghermandi, sulla rappresentazione delle politiche razziali in Etiopia nella loro intersezione con le politiche volte al disciplinamento del genere. Infine analizzo il ruolo che Ghermandi affida alle donne guerriere nel suo romanzo. Nel Capitolo Quattro, infine, analizzo il romanzo Madre piccola di Ubax Cristina Ali Farah. Il romanzo è incentrato sulle narrazioni di donne e uomini della diaspora somala costretti ad abbandonare la Somalia con lo scoppio della guerra civile nel 1991 ed è caratterizzato da una struttura corale e da una fitta tela di narrazioni che hanno lo scopo di ricostruire i legami dispersi dalla diaspora. La mia analisi si concentra sulla rappresentazione della materialità della diaspora somala in Italia nonché sulla dimensione fantasmagorica e spettrale sia del passato coloniale che del presente postcoloniale.
21-giu-2011
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/918376
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