L’antica tradizione della Geometria descrittiva è ancora fondamentale nel percorso formativo di un architetto? Ho provato più volte a rispondere a questa domanda e pian piano ho compreso che un approccio troppo metodico e razionale,rigorosamente scientifico, mi avrebbe allontanato da una risposta positiva: troppa razionalità può indurre a dubitare dell’esistenza o dell’utilità di qualcosa, solo perché la ragione non è in grado di fornire risposte adeguate. Così, afferrato dal dubbio, ho deciso di trovare soluzione alla domanda semplicemente guardandomi attorno, cercando le applicazioni della Geometria Descrittiva nella realtà quotidiana. Ho osservato il lavoro di colleghi, alcuni studiosi come me altri impegnati nella libera professione e non è stato difficile percepire, sia nelle piccole che nelle grandi azioni, il contributo fornito al pensiero dalla Geometria Descrittiva. Il fatto più straordinario è che la presenza del contributo non riguarda quasi mai operazioni di disegno, quelle che oggi temiamo siano superate per la presenza dei computer ma, per esempio, considerazioni utili a comprendere meglio lo spazio , le forme e come interagire con esse. Fino a qualche tempo fa, per modellare e rappresentare le geometria che avevamo in mente, disponevamo di strumenti semplici quali la riga e il compasso, la geometria descrittiva operava con essi; oggi abbiamo strumenti più complessi, tuttavia il problema non cambia: sempre presente è la necessità di sapere operare, controllare e rappresentare la geometria. L’interazione con il modello è semplicemente spostata ad un livello operativo più alto.

Nel fare quotidiano / Valenti, Graziano Mario. - STAMPA. - (2003), pp. 151-152. (Intervento presentato al convegno L'insegnamento della Geometria Descrittiva nell'era dell'Informatica tenutosi a Roma nel Maggio).

Nel fare quotidiano

VALENTI, Graziano Mario
2003

Abstract

L’antica tradizione della Geometria descrittiva è ancora fondamentale nel percorso formativo di un architetto? Ho provato più volte a rispondere a questa domanda e pian piano ho compreso che un approccio troppo metodico e razionale,rigorosamente scientifico, mi avrebbe allontanato da una risposta positiva: troppa razionalità può indurre a dubitare dell’esistenza o dell’utilità di qualcosa, solo perché la ragione non è in grado di fornire risposte adeguate. Così, afferrato dal dubbio, ho deciso di trovare soluzione alla domanda semplicemente guardandomi attorno, cercando le applicazioni della Geometria Descrittiva nella realtà quotidiana. Ho osservato il lavoro di colleghi, alcuni studiosi come me altri impegnati nella libera professione e non è stato difficile percepire, sia nelle piccole che nelle grandi azioni, il contributo fornito al pensiero dalla Geometria Descrittiva. Il fatto più straordinario è che la presenza del contributo non riguarda quasi mai operazioni di disegno, quelle che oggi temiamo siano superate per la presenza dei computer ma, per esempio, considerazioni utili a comprendere meglio lo spazio , le forme e come interagire con esse. Fino a qualche tempo fa, per modellare e rappresentare le geometria che avevamo in mente, disponevamo di strumenti semplici quali la riga e il compasso, la geometria descrittiva operava con essi; oggi abbiamo strumenti più complessi, tuttavia il problema non cambia: sempre presente è la necessità di sapere operare, controllare e rappresentare la geometria. L’interazione con il modello è semplicemente spostata ad un livello operativo più alto.
2003
L'insegnamento della Geometria Descrittiva nell'era dell'Informatica
disegno; tradizione; geometria descrittiva; nuove tecnologie; disegno cad; modellazione digitale; comprendere lo spazio
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Nel fare quotidiano / Valenti, Graziano Mario. - STAMPA. - (2003), pp. 151-152. (Intervento presentato al convegno L'insegnamento della Geometria Descrittiva nell'era dell'Informatica tenutosi a Roma nel Maggio).
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