Arabic is extremely rich in formulas and idiomatic expressions that invoke the name of Allāh for different purposes and activities, well distributed over the daily agenda of native speakers. Intentionally, I refer to natives and not to Muslims, for Arab Christians, Arab Jews or Arab laypersons too introduce the Allāh wishes in their conversations. Wishes containing the so called Allāh lexicon cover many contexts, both related to politeness and impolite rude insults. It may or may not exist a concrete need or danger, but there is surely a superstitious belief or religion-based conditioning. Of course, not every speaker is aware of the deep meaning of these sayings. However, s/he adopts the formula for its pragmatic power. This paper highlights the most recurrent idioms, offers a translation for them, and shows how pragmatism can prevail over literary meanings. It is essential to keep such speech habits in mind, for avoiding the rise of misunderstandings, misusages, and mi- stranslations. In doing this, remembering that translation skills are something other than bilingual skills.

L’arabo è ricco di formule ed idiomatismi, che invocano il nome di Dio per diversi scopi, ripartiti nel calendario dei parlanti nativi. Intenzionalmente mi riferisco a nativi anziché a musulmani, poiché anche gli Arabi cristiani o di cultura ebraica, così come i laici adottano nelle loro conversazioni il cosiddetto Allāh lexicon. Quest’ultimo copre diversi ambiti, sia relativi alla cortesia che alla rozzezza di insulti crudi. Può esistere o meno una motivazio- ne di necessità o pericolo concreto per la formula usata, ma più spesso soggiace una cre- denza superstiziosa oppure un forte condizionamento religioso. Naturalmente non ogni parlante è consapevole del significato profondo di questi detti: tuttavia li adotta per la loro forza pragmatica. Quest’articolo evidenzia gli idiomatismi più comuni, offre una traduzio- ne per ciascuno di essi e mostra come il pragmatismo prevalga sul significato letterale. È indispensabile tenere a mente queste abitudini linguistiche per evitare incomprensioni, usi inappropriati e traduzioni inopportune. Infine, ricordandoci che la competenza tra- duttiva è ben distinta dalla competenza bilingue.

Gli auspici-preghiera ed il lessico basato sulla menzione di Allāh nell’arabo quotidiano: una sfida alla competenza traduttiva God Wishes and the Allāh Lexicon in daily Arabic: a challenge to translation skills / Lombezzi, Letizia. - In: GENTES. - ISSN 2283-5946. - 6:6(2020), pp. 177-190.

Gli auspici-preghiera ed il lessico basato sulla menzione di Allāh nell’arabo quotidiano: una sfida alla competenza traduttiva God Wishes and the Allāh Lexicon in daily Arabic: a challenge to translation skills

Letizia Lombezzi
2020

Abstract

Arabic is extremely rich in formulas and idiomatic expressions that invoke the name of Allāh for different purposes and activities, well distributed over the daily agenda of native speakers. Intentionally, I refer to natives and not to Muslims, for Arab Christians, Arab Jews or Arab laypersons too introduce the Allāh wishes in their conversations. Wishes containing the so called Allāh lexicon cover many contexts, both related to politeness and impolite rude insults. It may or may not exist a concrete need or danger, but there is surely a superstitious belief or religion-based conditioning. Of course, not every speaker is aware of the deep meaning of these sayings. However, s/he adopts the formula for its pragmatic power. This paper highlights the most recurrent idioms, offers a translation for them, and shows how pragmatism can prevail over literary meanings. It is essential to keep such speech habits in mind, for avoiding the rise of misunderstandings, misusages, and mi- stranslations. In doing this, remembering that translation skills are something other than bilingual skills.
2020
L’arabo è ricco di formule ed idiomatismi, che invocano il nome di Dio per diversi scopi, ripartiti nel calendario dei parlanti nativi. Intenzionalmente mi riferisco a nativi anziché a musulmani, poiché anche gli Arabi cristiani o di cultura ebraica, così come i laici adottano nelle loro conversazioni il cosiddetto Allāh lexicon. Quest’ultimo copre diversi ambiti, sia relativi alla cortesia che alla rozzezza di insulti crudi. Può esistere o meno una motivazio- ne di necessità o pericolo concreto per la formula usata, ma più spesso soggiace una cre- denza superstiziosa oppure un forte condizionamento religioso. Naturalmente non ogni parlante è consapevole del significato profondo di questi detti: tuttavia li adotta per la loro forza pragmatica. Quest’articolo evidenzia gli idiomatismi più comuni, offre una traduzio- ne per ciascuno di essi e mostra come il pragmatismo prevalga sul significato letterale. È indispensabile tenere a mente queste abitudini linguistiche per evitare incomprensioni, usi inappropriati e traduzioni inopportune. Infine, ricordandoci che la competenza tra- duttiva è ben distinta dalla competenza bilingue.
Allāh lexicon, islām, cultura e traduzione Keywords: Allāh lexicon, Islām, culture and translation
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Gli auspici-preghiera ed il lessico basato sulla menzione di Allāh nell’arabo quotidiano: una sfida alla competenza traduttiva God Wishes and the Allāh Lexicon in daily Arabic: a challenge to translation skills / Lombezzi, Letizia. - In: GENTES. - ISSN 2283-5946. - 6:6(2020), pp. 177-190.
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