Il cavo orale è normalmente colonizzato da numerosi microrganismi anche coloro i quali strettamente correlati alla Patologia Cariosa. La Carie è una Patologia multifattoriale che presenta come aspetto clinico la perdita di tessuto duro, dovuta alla de-mineralizzazione dello smalto. Il trattamento prevede l’eliminazione del tessuto affetto e la sua sostituzione con materiali che possano restituire la forma e la funzione adeguata. Ad oggi, indubbiamente i materiali più utilizzati per effettuare la ricostruzione di un elemento dentario colpito da carie sono le resine composite, materiali formati dalla combinazione di una matrice polimerica resinosa metacrilica con riempitivi nanometrici che conferiscono resistenza al materiale. Dalla polimerizzazione della matrice resinosa si ottiene la formazione di un prodotto esteticamente e strutturalmente. Il processo di polimerizzazione di tali materiali porta ad una riduzione volumetrica compresa tra 1,5% e 6%, definito shrinkage. La contrazione comporta uno stress interno al composito che causa la perdita di legame nell’interfaccia dente-composito, con formazione di micro lacune marginali che vanno a costituire un ottimo substrato per la crescita batterica, con formazione quindi di carie secondarie in grado di minare l’integrità del restauro. A tal proposito studi recenti sono incentrati sullo sviluppo di materiali dentali antimicrobici utilizzando nano particelle inorganiche, soprattutto metalliche, come riempitivi. Lo scopo dello studio è stato quello di studiare e produrre un adesivo dentale con proprietà antibatteriche attraverso l’impiego di filler micro e nanometrici a base di grafene. La parte sperimentale del lavoro è stata eseguita nei laboratori del Centro di Ricerca per le Nanotecnologie applicate all’Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma (CNIS). Durante il periodo di studio siamo stati supportati dalla collaborazione del gruppo del Professor Claudio Palleschi del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie e della Professoressa Maria Sabrina Sarto del Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza di Roma. Frutto di tale ricerca è stato un prototipo di adesivo che, rispetto al suo analogo commerciale, possiede buoni requisiti antibatterici innovativi mantenendo discrete proprietà meccaniche. Qui di seguito verranno esposte in dettaglio le indagini sperimentali ed i risultati ottenuti.

Utilizzo dei nanomateriali, con proprietà antimicrobiche, come filler negli adesivi smalto-dentinali / DI GIORGIO, Gianni. - (2017 Feb 21).

Utilizzo dei nanomateriali, con proprietà antimicrobiche, come filler negli adesivi smalto-dentinali

DI GIORGIO, GIANNI
21/02/2017

Abstract

Il cavo orale è normalmente colonizzato da numerosi microrganismi anche coloro i quali strettamente correlati alla Patologia Cariosa. La Carie è una Patologia multifattoriale che presenta come aspetto clinico la perdita di tessuto duro, dovuta alla de-mineralizzazione dello smalto. Il trattamento prevede l’eliminazione del tessuto affetto e la sua sostituzione con materiali che possano restituire la forma e la funzione adeguata. Ad oggi, indubbiamente i materiali più utilizzati per effettuare la ricostruzione di un elemento dentario colpito da carie sono le resine composite, materiali formati dalla combinazione di una matrice polimerica resinosa metacrilica con riempitivi nanometrici che conferiscono resistenza al materiale. Dalla polimerizzazione della matrice resinosa si ottiene la formazione di un prodotto esteticamente e strutturalmente. Il processo di polimerizzazione di tali materiali porta ad una riduzione volumetrica compresa tra 1,5% e 6%, definito shrinkage. La contrazione comporta uno stress interno al composito che causa la perdita di legame nell’interfaccia dente-composito, con formazione di micro lacune marginali che vanno a costituire un ottimo substrato per la crescita batterica, con formazione quindi di carie secondarie in grado di minare l’integrità del restauro. A tal proposito studi recenti sono incentrati sullo sviluppo di materiali dentali antimicrobici utilizzando nano particelle inorganiche, soprattutto metalliche, come riempitivi. Lo scopo dello studio è stato quello di studiare e produrre un adesivo dentale con proprietà antibatteriche attraverso l’impiego di filler micro e nanometrici a base di grafene. La parte sperimentale del lavoro è stata eseguita nei laboratori del Centro di Ricerca per le Nanotecnologie applicate all’Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma (CNIS). Durante il periodo di studio siamo stati supportati dalla collaborazione del gruppo del Professor Claudio Palleschi del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie e della Professoressa Maria Sabrina Sarto del Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza di Roma. Frutto di tale ricerca è stato un prototipo di adesivo che, rispetto al suo analogo commerciale, possiede buoni requisiti antibatterici innovativi mantenendo discrete proprietà meccaniche. Qui di seguito verranno esposte in dettaglio le indagini sperimentali ed i risultati ottenuti.
21-feb-2017
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1330414
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